Ocean Cay di MSC: da isola di estrazione ad approdo crocieristico

Ocean Cay di MSC: da isola di estrazione ad approdo crocieristico

By Redazione

L’isola di MSC Crociere alle Bahamas, realizzata da GLF Construction Corporation, società di Grandi Lavori Fincosit: banchina d’accosto, dragaggi, rimodellamento dell’isola e impianti per un sito lontano dalla terraferma.

Ocean Cay è un’isola artificiale delle Bahamas, a circa trenta chilometri a sud di Bimini e a un centinaio di chilometri dalla costa della Florida. Nata dal dragaggio per l’estrazione di sabbia aragonitica, è stata abbandonata al termine dell’attività industriale e poi trasformata da MSC Crociere nella destinazione Ocean Cay MSC Marine Reserve, oggi in esercizio come scalo per le navi della compagnia.

La conversione è stata eseguita in modalità design-build per conto di MSC Crociere da GLF Construction Corporation, la società di Miami parte di Grandi Lavori Fincosit. L’appalto riunisce in un unico intervento opere marittime, movimenti di terra, protezioni costiere, edifici e impianti: un insieme che permette di leggere come un ex sito estrattivo possa diventare un approdo funzionante, con una banchina sulla quale la nave accosta direttamente all’isola.

Un’isola nata dal dragaggio

L’isola è stata formata con i materiali dragati dal fondale circostante, e il dragaggio aveva anche lo scopo di consentire l’attracco di navi di grande pescaggio per l’esportazione della sabbia. Il progetto di riconversione eredita quindi una condizione particolare: un sito già pensato per la navigazione, ma segnato da strutture industriali dismesse e da un ambiente marino degradato.

La prima fase è stata di bonifica. Dall’isola e dai fondali MSC ha fatto rimuovere 7.500 tonnellate di rottami metallici e ricollocare i coralli, mentre oltre mezzo milione di tonnellate di sabbia e terreno sono state movimentate per ridisegnare il profilo dell’isola. Demolizioni, sgomberi e livellamenti generali costituiscono la base sulla quale vengono poi impostate banchina, spiagge, edifici e reti.

Per un’opera marittima, riutilizzare un sito già trasformato significa partire da una conoscenza incompleta. Residui di fondazioni, materiali di riporto e variazioni locali del fondale devono essere individuati prima di definire posizione e tipologia delle nuove strutture.

La banchina d’accosto: paratie e briccole

Il cuore marittimo dell’intervento è il sistema di ormeggio per le navi MSC. Secondo la scheda di progetto di Technital, incaricata della progettazione di dettaglio e dell’assistenza tecnica in corso d’opera, le opere comprendono paratie di banchina per l’accosto e l’ormeggio, paratie laterali con riempimento a tergo che collegano l’isola alla linea d’accosto, strutture in acciaio e calcestruzzo, briccole di ormeggio aggiuntive e attrezzature di banchina.

La soluzione combina due logiche. La paratia crea un fronte continuo e un piazzale retrostante, necessari per lo sbarco dei passeggeri e per i servizi alla nave. Le briccole, strutture isolate in mare, estendono invece la lunghezza utile dell’ormeggio senza prolungare l’intero fronte di banchina: quelle di accosto ricevono, attraverso i parabordi, l’energia trasmessa dallo scafo in fase di avvicinamento; quelle di ormeggio assorbono i tiri delle cime quando vento e corrente spingono la nave.

Il dimensionamento parte dalla nave di progetto. Lunghezza, dislocamento e superficie esposta al vento determinano velocità di accosto ammissibili, energia da dissipare e carichi sulle bitte. Una nave da crociera presenta una fiancata molto alta: le azioni del vento sull’opera morta diventano spesso dominanti nella verifica dell’ormeggio.

L’accosto diretto ha un significato anche operativo. Senza trasbordo con le lance, i passeggeri possono scendere e risalire a bordo durante tutta la giornata, e la banchina diventa il punto di collegamento tra la nave e i servizi dell’isola. Banchine, briccole e strutture di accosto sono tipologie ricorrenti anche nelle opere marittime italiane descritte nel profilo tecnico di Alessandro Mazzi e Fincosit.

Dragaggi, rilevati e spiagge

Accanto alla banchina, l’appalto comprende il bacino di una darsena, dragaggi, livellamenti generali, la modellazione e il ripascimento delle spiagge e protezioni in massi naturali. Sono lavorazioni diverse che agiscono sullo stesso elemento: il confine tra terra e mare.

I fondali dragati garantiscono profondità e spazi di manovra, ma modificano anche la propagazione del moto ondoso e le correnti lungo la costa. Le spiagge di sabbia aragonitica, a loro volta, devono mantenere il proprio profilo sotto l’azione delle mareggiate. Nei tratti più esposti, la scogliera in massi assicura la stabilità del bordo; dove il litorale è destinato alla balneazione, il ripascimento ricostruisce il volume di sabbia e la pendenza della battigia.

Per il lettore non specialista, la distinzione è questa: la banchina resiste alle azioni del mare con una struttura rigida, la spiaggia le accompagna con un profilo che si deforma e si ricostruisce. Il progetto deve far convivere entrambe le risposte lungo il perimetro della stessa isola.

Un’isola autosufficiente: impianti e reti

Ocean Cay non è collegata a reti esterne. Acqua, energia e depurazione devono essere prodotte e gestite sul posto, e l’appalto comprende un impianto di dissalazione a osmosi inversa, una centrale elettrica a generatori, un impianto di trattamento delle acque reflue, depositi di carburante, pozzi di presa dell’acqua e pozzi di iniezione profonda.

Questi sistemi formano una catena: i pozzi di presa alimentano la dissalazione, la centrale fornisce l’energia necessaria all’osmosi e ai servizi, mentre i pozzi di iniezione profonda permettono lo smaltimento controllato delle acque di scarto lontano dalla zona costiera. Per la costruzione, significa coordinare impianti, edifici e opere marittime all’interno di uno spazio limitato, nel quale ogni rete attraversa aree destinate anche ad altre funzioni.

Le strutture in calcestruzzo gettato in opera, gli edifici e le sistemazioni a verde completano il quadro. Su un’isola di dimensioni contenute, la posizione degli impianti incide sui percorsi dei passeggeri e sulla manutenzione: depositi e centrali devono restare accessibili senza interferire con le aree aperte al pubblico.

Costruire lontano dalla costa, nella stagione degli uragani

Un cantiere su un’isola remota dipende dal mare per ogni approvvigionamento. Materiali, mezzi e personale raggiungono il sito via nave, e la programmazione deve tenere conto delle finestre meteomarine e della disponibilità dei mezzi galleggianti. Ogni lavorazione rinviata ha effetti su quelle successive, perché le alternative logistiche sono limitate.

A Ocean Cay il cantiere ha dovuto confrontarsi anche con l’uragano Irma. Dopo l’evento, l’assistenza tecnica ha incluso la revisione progettuale degli interventi di ricostruzione. L’episodio evidenzia un aspetto spesso trascurato: un’opera marittima deve essere verificata non soltanto nella configurazione finale, ma anche nelle fasi intermedie, quando strutture incomplete e rilevati non ancora protetti sono più vulnerabili.

Il prolungamento del pontile

MSC Crociere ha avviato un nuovo intervento sull’isola che comprende il prolungamento del pontile, destinato a consentire l’accosto contemporaneo di due navi. L’ampliamento trasforma la banchina in un sistema a due posti d’ormeggio, con nuove esigenze di lunghezza utile, spaziatura delle briccole e gestione dei flussi di passeggeri.

Ocean Cay mostra così come un approdo crocieristico sia il risultato dell’integrazione tra opere marittime, sistemazione costiera e impianti. La banchina consente l’arrivo della nave, ma l’isola funziona perché fondali, spiagge, reti e servizi sono stati progettati come parti dello stesso sistema.

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Fonti e approfondimenti