Dighe foranee: fondazioni e sequenze costruttive
16 Ottobre 2026
La costruzione di una diga foranea richiede di coordinare fondazione, corpo dell’opera e protezione al piede con le condizioni del mare. Opere a gettata e strutture verticali impongono sequenze diverse: la stabilità durante la costruzione va esaminata separatamente dalla prestazione della diga completata.

| Elemento | Verifica o relazione |
|---|---|
| Mantellata o parete | Interazione con il moto ondoso e stabilità locale |
| Nucleo e filtri | Continuità interna e controllo della migrazione dei materiali |
| Fondazione | Trasferimento dei carichi e controllo dei cedimenti |
| Piede | Protezione dallo scalzamento e raccordo al fondale |
La funzione prima della sezione
La scelta della diga deve partire dall’agitazione ammissibile nel bacino e dalle esigenze di navigazione. Orientamento, lunghezza, imboccatura e presenza di altre opere influenzano la propagazione delle onde. Una sezione resistente può risultare poco efficace se la configurazione lascia entrare troppa energia o genera condizioni sfavorevoli vicino all’accesso portuale. La verifica della singola struttura non sostituisce quindi lo studio del sistema.
Occorre distinguere condizioni di esercizio ed eventi estremi. Il porto può accettare limitazioni temporanee in determinate circostanze, ma queste devono essere coerenti con la funzione dell’infrastruttura. Tracimazione, riflessione e agitazione residua hanno conseguenze differenti su mezzi, persone e attrezzature. Definire le prestazioni richieste permette di confrontare alternative senza ridurre il problema al solo volume di materiale da mettere in opera.
Come lavora una diga a gettata
Una diga a gettata comprende generalmente un nucleo, strati di transizione e una mantellata esterna. La disposizione e la permeabilità contribuiscono alla dissipazione dell’energia, mentre gli elementi della mantellata devono resistere alle azioni ondose. La stabilità dipende da dimensione, forma, densità e posa degli elementi, insieme alla pendenza e alle caratteristiche delle onde.
Gli strati interni non sono semplici riempimenti. I filtri devono limitare la perdita dei materiali più fini attraverso quelli più grossolani, mantenendo un comportamento idraulico compatibile. Una mantellata integra può nascondere un’evoluzione sfavorevole degli strati sottostanti. Per questo controlli granulometrici, spessori e sequenze di posa sono parti essenziali della realizzazione e devono essere documentati anche quando rimarranno sommersi.
Le strutture verticali e i cassoni
Una diga verticale può impiegare cassoni in calcestruzzo armato collocati su un’apposita fondazione. Il peso e la geometria contribuiscono alla stabilità, mentre il sistema deve trasferire al terreno le azioni senza superare le condizioni di resistenza e deformazione previste. Scorrimento, ribaltamento e comportamento della fondazione devono essere valutati insieme alle pressioni ondose e alle azioni di sollevamento pertinenti.
La presenza di onde frangenti o di impatti può modificare in modo importante il quadro delle azioni. Non è quindi corretto scegliere la tipologia soltanto in base alla profondità. Batimetria, geotecnica, clima ondoso e disponibilità costruttive concorrono alla decisione. In alcuni casi configurazioni miste combinano elementi verticali e opere a gettata, richiedendo una verifica delle interazioni fra le diverse parti.
La fondazione è una parte attiva dell’opera
Il terreno può presentare stratificazioni, livelli compressibili e variazioni laterali che il rilievo batimetrico non descrive. Le indagini geotecniche devono consentire di valutare capacità portante, stabilità e deformazioni. Cedimenti differenziali possono influenzare giunti, allineamenti e trasferimento dei carichi, anche se i singoli elementi prefabbricati rimangono strutturalmente integri.
La preparazione può comprendere rimozioni, sostituzioni o miglioramenti del terreno, quando previsti dal progetto. L’appoggio deve poi essere costruito e controllato con criteri coerenti con la struttura. La regolarità della superficie, le caratteristiche del materiale e l’assenza di depositi incompatibili non sono dettagli marginali. Un errore in questa fase può essere difficile da correggere dopo la posa del cassone o il completamento della sezione.
Protezione al piede e scalzamento
La zona al piede è esposta a correnti e movimenti indotti dalle onde, che possono rimuovere materiale e modificare l’appoggio. La protezione deve essere dimensionata rispetto alle condizioni locali e raccordata con la fondazione e gli strati della diga. Una protezione efficace in condizioni iniziali può perdere funzione se il fondale circostante evolve in modo non considerato.
Le ispezioni devono ricercare variazioni geometriche, perdita di elementi e approfondimenti localizzati. Il confronto tra rilievi successivi è più utile di un’osservazione isolata, purché siano note precisione e riferimenti. Dopo eventi significativi può essere necessario verificare non soltanto la parte emersa, ma anche piede e fondale adiacente, dove il danno può restare invisibile dalla banchina o dalla sommità della diga.
Costruire per fasi esposte al mare
Durante la realizzazione la diga non possiede ancora tutte le protezioni previste. Il nucleo può essere vulnerabile prima della posa degli strati esterni; un cassone appena collocato può non avere ancora la configurazione finale. Il programma deve considerare queste condizioni temporanee e limitare l’estensione dei fronti esposti quando il rischio meteomarino lo richiede.
La sequenza va coordinata con approvvigionamento e capacità dei mezzi. Produrre o consegnare rapidamente materiali non è sufficiente se mancano le condizioni per distribuirli e proteggerli. La pianificazione deve indicare configurazioni intermedie sicure e operazioni da completare prima di una sospensione. Questo collegamento tra progetto provvisorio e programma è decisivo per evitare che un evento ordinario per il sito danneggi parti ancora incomplete.
Accettazione e sorveglianza nel tempo
La consegna deve ricostruire geometrie, materiali, controlli di posa e condizioni del fondale. Le tolleranze devono essere confrontate con le funzioni dei diversi elementi, non valutate soltanto come scostamenti numerici. Per le parti sommerse, rilievi e registrazioni delle lavorazioni costituiscono una base essenziale per il controllo successivo.
La diga rimane un’opera da osservare durante l’esercizio. Spostamenti della mantellata, variazioni dei giunti, evoluzione del piede e modifiche della tracimazione possono richiedere approfondimenti diversi. Il piano di gestione deve distinguere manutenzione ordinaria, controlli dopo eventi e verifiche legate a cambiamenti dell’uso portuale. La qualità costruttiva si misura anche nella possibilità di riconoscere questi cambiamenti e intervenire prima che compromettano la funzione di protezione.
Fonti e approfondimenti
- USACE — Coastal Engineering Manual, EM 1110-2-1100
- USACE — Design of Coastal Revetments, Seawalls and Bulkheads
Per approfondire: onde e adattamento delle opere portuali.