Elettrificazione portuale: reti, cabine e carichi

Elettrificazione portuale: reti, cabine e carichi

By redazione

Elettrificare un porto significa organizzare una rete capace di alimentare navi, mezzi di piazzale e servizi del terminal. Prima di scegliere cabine e apparecchiature occorre costruire un bilancio dei carichi, delle contemporaneità e delle fasi di espansione, verificando la continuità delle attività esistenti.

Dal censimento delle utenze alla potenza disponibile

Il progetto distingue l’alimentazione delle navi all’ormeggio, la ricarica dei mezzi e i servizi fissi del porto. Per ciascuna utenza occorrono profili di assorbimento, durata di utilizzo e contemporaneità. La somma delle potenze nominali non descrive automaticamente la domanda reale, ma nemmeno una media giornaliera è sufficiente a dimensionare la rete: i picchi e i vincoli di esercizio vanno esaminati separatamente.

Il confronto con il gestore di rete deve precedere la definizione del programma lavori. Disponibilità di connessione, tempi di attivazione e tracciato delle linee possono condizionare la messa in servizio più della consegna delle apparecchiature.

Cabine e cavidotti sono opere portuali

Le cabine richiedono accessi manutentivi, ventilazione, protezione dall’ambiente salino e una collocazione coerente con il rischio di allagamento. I cavidotti devono attraversare piazzali e banchine senza interferire con sottoservizi, rotaie, fondazioni delle gru e attrezzature di ormeggio. Un rilievo incompleto delle reti esistenti può costringere a modificare gli scavi durante il cantiere.

Sulle banchine in esercizio si lavora per fasi: delimitazione delle aree, percorsi alternativi, posa dei sottoservizi, ripristino delle pavimentazioni e prove. La sequenza va concordata con le attività del terminal, prevedendo quando un accosto potrà tornare disponibile e con quali limitazioni.

Cold ironing e ricarica: due esigenze diverse

Il cold ironing alimenta i servizi di bordo di una nave ormeggiata. La ricarica trasferisce energia a un sistema di accumulo. Le due funzioni possono convivere, ma richiedono verifiche specifiche sull’interfaccia e sui tempi di servizio. La guida EMSA alla Shore-Side Electricity distingue queste opzioni e affronta anche responsabilità operative e misure di controllo.

Per tensioni, frequenze e collegamento nave-terra si rimanda all’approfondimento sul cold ironing e sulle opere di banchina.

Accumulo e generazione locale: verificarne l’utilità

Un accumulo può limitare alcuni picchi di prelievo se potenza e capacità energetica sono compatibili con la durata dei carichi. Non sostituisce automaticamente una connessione di rete adeguata. Analogamente, la produzione fotovoltaica va confrontata con gli orari delle utenze: energia prodotta nell’anno ed energia disponibile durante una specifica sosta non sono la stessa cosa.

Come misurare il risultato

Gli indicatori utili sono energia effettivamente erogata, disponibilità del servizio, connessioni completate e interruzioni. Eventuali benefici emissivi devono essere calcolati rispetto a un caso di riferimento esplicito, considerando consumi evitati, perdite e produzione dell’elettricità. La sola presenza di una presa non dimostra un risultato ambientale.

Nel percorso dedicato ad Alessandro Mazzi e all’ingegneria marittima, l’elettrificazione è affrontata soprattutto attraverso la sua interfaccia con le opere civili: spazi, fondazioni, sottoservizi e continuità del terminal.

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Fonti e approfondimenti