Cold ironing nei porti: progettazione elettrica e opere di banchina

By stefanocalleri

Il collegamento elettrico tra terra e nave richiede una progettazione integrata: disponibilità di potenza, compatibilità degli impianti, sicurezza e opere civili devono funzionare come un unico sistema.

Che cosa alimenta il cold ironing

Il cold ironing, chiamato anche Onshore Power Supply (OPS), consente a una nave ormeggiata di ricevere energia elettrica da terra per alimentare i servizi di bordo, sostituendo la produzione dei generatori ausiliari per i carichi serviti. Non coincide necessariamente con la ricarica delle batterie: alimentazione dei servizi e accumulo a bordo sono funzioni distinte.

Il beneficio locale deriva dalla minore attività dei generatori durante la connessione. Il bilancio climatico complessivo deve confrontare la generazione evitata a bordo con l’elettricità fornita da terra, includendo perdite e mix energetico. Non esiste una percentuale universale di riduzione delle emissioni.

Potenza ed energia: i dati da raccogliere

Il progetto parte dal profilo delle navi: potenza richiesta, durata delle soste, tensione, frequenza e disponibilità delle interfacce di bordo. Per il porto conta anche quante navi si collegheranno contemporaneamente. La potenza sulla singola presa non garantisce che la rete possa alimentare tutti gli ormeggi nello stesso momento.

Esempio illustrativo originale: una nave assorbe mediamente 4 MW per otto ore di connessione effettiva. L’energia consegnata è 32 MWh. Due navi con questo profilo, contemporaneamente collegate, richiedono 8 MW medi; i picchi devono essere valutati separatamente. Se il rendimento complessivo ipotizzato tra prelievo e consegna è del 95%, il prelievo corrispondente a 4 MW consegnati è circa 4,21 MW.

Energia = 4 MW × 8 h = 32 MWh.
Prelievo illustrativo = 4 MW / 0,95 ≈ 4,21 MW.

Queste ipotesi non descrivono una nave o un porto reale. Distinguono l’energia, utile per consumi e ricavi, dalla potenza, che incide sulle infrastrutture elettriche. Il dimensionamento finale richiede profili di carico, transitori e studi specifici.

Dalla rete alla nave

Un sistema OPS comprende connessione alla rete, distribuzione portuale, trasformazione e conversione quando necessarie, protezioni, gestione dei cavi e interfaccia con l’impianto di bordo. La disposizione delle apparecchiature cambia secondo il porto e le navi.

La compatibilità riguarda tensione, frequenza, protezioni e sistemi di controllo. La IEC/IEEE 80005-1 tratta i collegamenti navali in alta tensione; il catalogo IEC consultato riporta l’edizione 2019 e gli emendamenti 2022 e 2023. La IEC/IEEE 80005-2 riguarda le comunicazioni dati per funzioni non di emergenza e non sostituisce i circuiti di sicurezza. Nel capitolato va identificato lo standard applicabile e la relativa edizione, evitando di estendere automaticamente la parte 1 ai sistemi in bassa tensione.

La banchina è parte dell’impianto

La progettazione civile deve verificare insieme tracciato dei cavidotti e sottoservizi, accessibilità delle cabine, protezione rispetto alle condizioni marine e agli allagamenti, ingombri dei dispositivi di gestione cavi e interferenze con ormeggio, gru e traffico operativo.

Questa verifica evita di completare il progetto elettrico prima di individuare gli spazi necessari a installarlo. In un terminal attivo, anche scavi, ripristini e prove devono essere coordinati con le attività di banchina. Le soluzioni vanno adattate ai rilievi e alle condizioni del sito.

Infrastruttura e utilizzo: il quadro europeo

AFIR, regolamento (UE) 2023/1804, disciplina anche la disponibilità dell’alimentazione da terra nei porti marittimi TEN-T rientranti nei criteri dell’articolo 9. Le soglie dipendono dalle tipologie e dai volumi di scali: non è un obbligo indistinto per ogni banchina.

FuelEU Maritime, regolamento (UE) 2023/1805, riguarda anche l’utilizzo: dal 1° gennaio 2030 le navi portacontainer e passeggeri nel suo ambito devono impiegare OPS o tecnologie alternative a emissioni zero nei porti interessati dall’articolo 9 AFIR; dal 2035 l’obbligo si estende agli altri porti UE dotati di OPS. Sono previste eccezioni, fra cui soste inferiori a due ore, da valutare nel testo applicabile.

Misurare il servizio

Alla potenza installata conviene affiancare energia consegnata, quota di scali compatibili connessi, durata delle connessioni, disponibilità dell’impianto e costo del servizio. Il confronto economico include connessione alla rete, apparecchiature, opere civili, manutenzione e tariffe. Senza dati del porto e degli armatori non è corretto indicare un costo universale per banchina o un tempo standard di ritorno dell’investimento.

Fonti — consultazione 14 ottobre 2026

EMSA, Shore-Side Electricity: https://emsa.europa.eu/electrification/sse.html
EMSA, Quick-reference guide SSE/OPS: https://emsa.europa.eu/we-do/safety/ship-safety-standards/download/7257/4799/23.html
IEC/IEEE 80005-1: https://webstore.iec.ch/en/publication/29485
IEC/IEEE 80005-2: https://webstore.iec.ch/en/publication/25265
Commissione europea, FuelEU Maritime: https://transport.ec.europa.eu/transport-modes/maritime/decarbonising-maritime-transport-fueleu-maritime_en